6.12.18

Lo spolinato una nuova scoperta

Con altri membri del gruppo per la tessitura a mano di Bassano, o più semplicemente Gruppo veneto di tessitori, ho partecipato ad un corso tenuto dall'insegnante di Firenze Graziella Guidotti a fine Novembre.
Non ero mai riuscito a partecipare ad un corso tenuto da questa prestigiosa insegnante, quindi era un'occasione da non perdere assolutamente.
Il corso si è tenuto presso una tessitrice che abita ad Esenta un paese al confine tra la provincia di Brescia ed il Veneto, abbastanza vicino a Desenzano del Garda. Un sabato e domenica in cui Graziella ci ha spiegato alcuni elementi base di questa tecnica tessile, anche denominata più comunemente broccato, da eseguire preferibilmente su un telaio a quattro o più licci, visto che la sua esecuzione dipende sia dal tipo di rimettaggio che abbiamo impostato che dalla sequenza delle pedalature. In sintesi si alterna una trama di fondo con una trama che imposta il disegno che si vuole evidenziare. Ecco una foto che illustra uno dei risultati ottenuti:

Graziella ci ha anche mostrato dei campioni di tessuti eseguiti con questa tecnica oltre a vere e proprie opere d'arte da lei realizzate, ecco alcune foto che illustrano i suoi splendidi lavori:



E, per finire alcuni campioni, sempre realizzati da Graziella Guidotti, di diverse tecniche di spolinato, su due diversi rimettaggi:

1.10.18

Una tenda per Cristina

Cristina mi aveva chiesto di realizzare una tenda per lei, per sostituirne una da lei fatta ad uncinetto ormai consunta. E' stata quindi l'occasione di riprendere in mano lavori e corsi fatti sulle trasparenze in passato ma anche materiale sperso sui molti libri di tessitura che ho acquistato ma mai veramente studiato e praticato. Alla fine ho scelto un idea tratta dal libro di Anne Sutton: "The strutture of weaving" pag. 154 provando diverse versioni
ecco il lavoro sul telaio:

Un particolare di possibili alternative nella pedalatura:

Ecco il rimettaggio (sequenza dell'infilata dei fili di ordito nei licci), tratto dal libro della Sutton, con la relativa pedalatura che può ovviamente essere variata al fine di modificare il risultato finale.
Ho utilizzato un pettine con riduzione di tre fili al cm. infilando due fili di ordito per dente, portando quindi la riduzione a sei fili al cm. con un filo di cotone bianco ritorto n. 8

1.10.17

Il mare o un acquario?

Un caro amico Giuseppe B. mi aveva chiesto di realizzare un piccolo arazzo per lui, mi aveva anche buttato giù un piccolo schizzo, eccolo:
Da questa idea e schizzo in cui dovevano essere presenti una vela, dei pesci e degli oggetti vari (conchiglie, stelle marine ecc.) il tutto ricoperto da una rete (di pescatori), ho cominciato a ricercare possibili soluzioni.
Mi piacevano le tarsie di Fortunato Depero e le sue diverse rappresentazioni di pesci e barche.
Ho cioè raccolto varie immagini di pesci un po' fantastici e anche quelle di una medusa, (traendo spunto da una medusa in vetro) di una barca e di un paesaggio. Insomma una ricerca iconografica di immagini possibili da riportare nell'arazzo.
Ho poi partecipato ad un laboratorio con l'artista Patrizia Polese e cercando di elaborare quanto emergeva dai vari stimoli e dalle immagini ho realizzato un disegno in cui c'era sì il mare ed una barca a vela ma anche un paesaggio nello sfondo. Tutto era attraversato da fulmini che volevano rappresentare la violenza della natura che colpisce mentre noi crediamo che le nostre opere siano immortali...
Ecco il disegno a matita realizzato nel laboratorio:


C'era anche un oblò con i pesci e questo rappresentava lo sforzo di allontanarmi da una mera rappresentazione del reale creando una sorta di finestra - oblò che si apriva in modo da creare in chi guardava il dubbio di non sapere dove si trovasse e cosa stesse veramente guardando...
Ho quindi iniziato a realizzare una parte del cartone partendo dalle immagini che mi sembravano più importanti nello spazio consentito dal piccolo telaio che avevo scelto, in quanto trasportabile in macchina. Ecco le immagini che descrivono l'avanzamento del lavoro sulla cornice-telaio. Il disegno è posto sul retro dell'ordito:



Ecco  l'ultima immagine del lavoro concluso con l'oblò ed i pesci che sono stati fatti e rifatti.
In alto compare un fulmine che attraversa da destra verso sinistra e penetra nell'oblò.


Alla fine ho aggiunto anche una conchiglia ed una piccola spugna raccolte a Lido, ai Murazzi lungo il bagnasciuga.
Il titolo è stato pensato alla fine, visto che ho presentato questo piccolo arazzo ad una mostra concorso promossa quest'anno dall'Associazione culturale Arcadia di Sala Baganza (Parma) in cui vi era un tema ecologico ed ho cercato di dare un senso alle immagini che avevo creato: il mare o un acquario?

11.7.16

Un uccello simpatico

Grazie ad un mini corso con Diana Biscaioli organizzato a Sandrigo (Vicenza) da Carla Spessato dall'Associazione Come un incantesimo, ho iniziato e poi terminato a casa un simpatico pupazzo che richiama nell'aspetto un uccello (un trampoliere viste le lunghe zampe). E' stata una scoperta eccitante, le possibilità offerte dalla lana cardata e dall'ago per infeltrirla a secco, per la realizzazione della testa, becco e corpo mentre il collo e le zampe sono state fatte con la tecnica del feltro ad acqua. Tutto da provare!

20.4.16

La sfida di un cappello tessuto

Il Coordinamento tessitori ha promosso un'altra edizione dedicata all'Accessorio necessario, scegliendo quale tema il cappello. Dopo aver partecipato ad un corso di Tessitura in forma tenuto da Marina Fornaro nel laboratorio di Lidia Miotto a MIlano, sito internet: http://www.arteinfilo.it/ ho voluto riproporre il lavoro svolto migliorandone alcuni aspetti: in particolare il tipo di lana scelta, la tecnica del decoro e l'aspetto generale.
Ecco il lavoro ultimato:

e il riepilogo delle varie fasi di esecuzione:

1) Stesura di un modello su carta quadrettata: si realizzano quattro triangoli (tipo delle casette) con una base che rappresenta l'altezza del cappello e dei triangoli nella parte superiore che andranno a chiudersi uno accanto all'altro formando la chiusura sulla testa. La lunghezza del modello corrisponderà alla circonferenza della testa aumentata della riduzione sempre presente in un lavoro tessuto (5-10%). Si fa una prova della chiusura della parte alta con del nastro adesivo di carta in modo da verificare che il modello di carta effettivamente si chiuda ed i triangoli si incastrino uno accanto all'altro.


2) La scelta della lana da utilizzare in trama: deve essere abbastanza grossa in modo da ridurre il numero dei fili di ordito ed al tempo stesso non troppo ruvida in quanto il risultato finale dovrà essere morbido per essere indossabile. Per quanto riguarda il filato di ordito deve essere robusto in quanto soggetto a delle trazioni importanti. Nel corso è stato utilizzato il lino, dipende da ciò che uno riesce a procurarsi, io ho usato del cotone robusto.

3) La parte interna della base e dei triangoli viene tessuta con il materiale scelto per la trama mentre le parti ai lati dei triangoli superiori saranno tessute con una lana della stessa riduzione in modo da mantenere la forma indicata nel disegno, va tenuto conto che questa parte di trama va eliminata alla conclusione della tessitura. Un aspetto essenziale è che base e altezza delle scalette presenti nella parte alta dei disegni devono essere uguali per incastrarsi una nell'altra. Occorrerà quindi fare delle prove per verificare questo aspetto aumentando o riducendo i passaggi di trama.

4) Man mano che procede la tessitura si possono inserire dei decori, ho scelto di usare la tecnica della broccatura, che mi ha spiegato Eva Basile. si lavora inserendo un filo supplementare di trama dopo aver aperto i fili di ordito con una stecca (pick up). Si lavora quindi sul rovescio. Una stecca robusta è altresì essenziale in quanto la trama va battuta dopo due o tre passaggi di trama in modo da nascondere completamente l'ordito.

5) Completato il disegno su carta si inizia a smontare la parte di lana ai lati dei triangoli superiori che non mi serve più, non so se questa lana può essere sostituita con delle striscioline di cartone, si dovrebbero fare delle prove per sveltire questa parte lunga e noiosa. La lana può essere recuperata se non viene tagliata. Ecco il lavoro in progress:















6) Il lavoro conclusivo è costituito dallo stringere la parte alta del cappello riducendo o eliminando fino a che è possibile le borse che si formano, in modo che i triangoli si incastrino uno accanto all'altro. Avere una forma è, in questo lavoro, quasi indispensabile in modo da poter esercitare la dovuta forza senza che il cappello si deformi. I fili di ordito vanno poi nascosti all'interno della trama in modo da fissarli tagliando la parte eccedente. Un pon-pon può poi essere aggiunto per dare un tocco di ironia e leggerezza ad un berretto troppo serioso.

13.1.16

Le prime sciarpe in seta

L'idea è nata per caso, sentendo la mia consuocera che diceva come i miei nipotini non usassero delle sciarpe, ho pensato di realizzarne due utilizzando della seta tinta con colori naturali acquistata a Filo Lungo Filo, la mostra mercato che si svolge alla fine dell'anno a Collegno (Torino). Ho previsto un colore prevalente (rosa o azzurro) per ciascuna, inserendo però anche una striscia sia verticale (in ordito) che orizzontale (in trama) dell'altro colore per il maschile e femminile che c'è in ognuno di noi.
Ho usato un telaio a pettine liccio con un pettine 32/10 (con i nuovi pettini apribili realizzati da G.S. Looms di Oderzo TV) in cui si può modificare anche nello stesso pettine la riduzione.
Ho progettato una lunghezza di 80 cm ed una larghezza di 25 cm. Ho montato un ordito di 120 cm.
Poi, visto che la prima sciarpa azzurra mi sembrava corta nella seconda ho cercato di tessere al massimo e quindi quest'ultima è arrivata a 88 cm. La larghezza varia da 23 in quella rosa a 24 cm. in quella azzurra.

24.9.15

La copertina per Olivia

Olivia è la mia seconda nipotina nata a dicembre del 2014, mi sono ripromesso di tessere anche per
lei una copertina; mia figlia mi ha suggerito un disegno:



dopo alcuni campioni che hanno permesso di scegliere gli abbinamenti delle lane, ho iniziato a tessere scegliendo di eseguirla con un rep di trama in modo da coprire completamente i fili dell'ordito. Nell'esecuzione ho incontrato una prima difficoltà per realizzare degli angoli analoghi a quelli presenti nel disegno. Dopo un tentativo non riuscito ho realizzato un triangolo in cartone che mi ha permesso di segnare sull'ordito il risultato che volevo raggiungere (vedi foto a fianco):




Lo stacco dal telaio mi ha fatto vedere altri errori ... ma ecco la copertina completata: